In sintesi: tra ottobre 2025 e agosto 2026 il Portogallo continentale ha ricevuto il 140% delle precipitazioni normali, con alluvioni a gennaio e febbraio. La siccità meteorologica è scomparsa tra dicembre e maggio, ma è tornata in estate e al 31 agosto si concentrava nel Sud. Alluvioni e siccità richiedono lo stesso punto di partenza: conoscere il comportamento reale dei bacini e delle reti, e decidere con scenari prima di investire.

Cosa sapere

  • La Giornata Nazionale dell’Acqua portoghese, il 1° ottobre, segna l’inizio dell’anno idrologico in Portogallo.
  • Precipitazioni sopra la norma non escludono la siccità: tra dicembre e maggio non c’è stata siccità meteorologica, ma è tornata in estate; a fine agosto il Nord si era ripreso e il Sud era in siccità.
  • L’invaso medio dei serbatoi nasconde grandi differenze tra i bacini.
  • Acqua non fatturata e perdite reali sono indicatori diversi e richiedono diagnosi diverse.

Che cosa ha portato l’anno idrologico 2025/26?

L’anno idrologico 2025/26 è stato molto piovoso nel complesso, ma non ha impedito il ritorno della siccità nel Sud in estate.

Tra metà gennaio e inizio febbraio, quattro tempeste (Ingrid, Joseph, Kristin e Leonardo) hanno attraversato il continente. Nel bilancio della gestione delle piene, le previsioni dell’Agenzia Portoghese dell’Ambiente (APA) indicavano un rischio elevato di alluvione su dodici fiumi, dal Lima al Sado. Al passaggio della tempesta Kristin, i serbatoi dello Zêzere hanno trattenuto circa 130 milioni di m³ e quello dell’Aguieira circa 80 milioni. Sul Tago, i rilasci sono stati coordinati con le dighe spagnole perché la portata del fiume non superasse i 3.500 m³/s.

Tra dicembre e maggio non c’è stata siccità meteorologica nel continente; è tornata da giugno. A fine estate, il Nord e il Centro-nord si sono ripresi con le piogge di agosto, ma l’Alentejo e l’Algarve sono rimasti in siccità, e nel sud-est l’area in siccità severa è aumentata. Nell’entroterra del Basso Alentejo, alcuni comuni avevano acqua nel suolo inferiore al 10% della capacità disponibile per le piante.

Indicatore Valore Data Fonte
Precipitazione cumulata 1.083,5 mm, 140% della norma 1991–2020 ott 2025 – ago 2026 IPMA
Territorio in siccità meteorologica 70,5%, di cui 16,4% moderata o severa 31/08/2026 IPMA
Invaso nei serbatoi monitorati 9.673 hm³, 73% della capacità 28/09/2026 APA/SNIRH
Bacini sotto la media di settembre Lima, Cávado/corsi d’acqua costieri, Vouga, Mondego 28/09/2026 APA/SNIRH
Aree a potenziale rischio significativo di alluvione 63 in vigore (16 costiere); altre 18 proposte 2026 APA

Perché una media nazionale non basta?

Una media nazionale nasconde i contrasti tra i bacini, e l’acqua si gestisce bacino per bacino. Al 28 settembre, i quattro bacini sotto la media di settembre erano al Nord e al Centro, dopo un inverno di piene, mentre la siccità estiva si concentrava nel Sud. Precipitazione, siccità meteorologica, acqua nel suolo e invaso misurano cose diverse, e solo letti insieme descrivono lo stato di un bacino.

Anche il rischio di alluvione è locale: le 63 aree a rischio significativo in vigore interessano 103 comuni e circa 102.900 persone esposte nello scenario con tempo di ritorno di 100 anni.

Come incidono siccità e piogge intense sulle reti idriche e fognarie?

Le perdite negli acquedotti e le acque parassite nelle fognature richiedono diagnosi distinte; la siccità e le piogge intense ne rendono più critiche le conseguenze.

Negli acquedotti, secondo la relazione annuale dell’autorità di regolazione ERSAR (RASARP 2025), nel 2024 il 27% dell’acqua immessa nei sistemi di distribuzione non è stato fatturato: 224 milioni di m³ su 847 milioni. L’acqua non fatturata comprende perdite reali, perdite apparenti e consumi autorizzati non fatturati. Le perdite reali, tra adduzione e distribuzione, hanno raggiunto 187,3 milioni di m³, e solo ridurle diminuisce l’acqua da captare, trattare e pompare.

Nelle fognature, i collettori vengono riabilitati a un ritmo dello 0,1% all’anno. In uno scenario che elimini l’80% delle perdite reali e delle acque parassite, l’ERSAR stima che si eviterebbero 213 milioni di m³ all’anno, di cui 78 milioni di acque parassite. Con piogge intense, queste acque sovraccaricano collettori e impianti di depurazione.

Che cosa valutare nelle infrastrutture idriche prima dell’inverno?

Uno studio idraulico utile mostra i dati, gli scenari e i limiti su cui si fonda la raccomandazione. Cinque domande per valutare uno studio o scriverne il capitolato:

  1. I dati sono misurati e recenti? Portate misurate e serie aggiornate possono cambiare un dimensionamento.
  2. Gli scenari sono adeguati? Eventi di diversa durata e probabilità, scelti in funzione del sistema e delle conseguenze di un guasto. Anche la siccità si analizza per scenari.
  3. Il modello è stato calibrato e validato? Con quali eventi osservati, e con quale errore.
  4. Perdite e acque parassite sono separate? Si misurano in modo diverso e si correggono con interventi diversi.
  5. Lo studio dichiara i propri limiti e compromessi? Deve dire che cosa cambierebbe la raccomandazione. Nelle infrastrutture con invaso, riserva d’acqua e volume di laminazione delle piene sono in competizione; la compatibilità dipende dalla funzione, dal dimensionamento e dalle regole di gestione.

Come IdroAM affronta questi rischi

IdroAM è una società di ingegneria idraulica e ambientale che tratta l’acqua come un sistema: bacino, rete e impianto di depurazione. Con sede in Italia e presenza in Portogallo, si occupa di modellazione idraulica e delle piene, di valutazione del rischio idraulico e di progettazione di reti di acquedotto, drenaggio e fognatura e di impianti di depurazione.

Conclusione

L’anno idrologico 2025/26 ha mostrato che precipitazioni sopra la norma e siccità possono coesistere nello stesso territorio. La pioggia del nuovo anno non dipende da chi gestisce l’acqua. La preparazione sì: conoscere il bacino e la rete, e decidere con scenari prima dell’opera.

Se state preparando il capitolato per uno studio idraulico, contattateci.

Domande frequenti

Acqua non fatturata e perdite idriche sono la stessa cosa? No. L’acqua non fatturata comprende i consumi autorizzati non fatturati, le perdite apparenti (consumi non autorizzati ed errori di misura) e le perdite reali (fughe e sfiori). Ogni componente si riduce con misure diverse.

Che cos’è un’area a potenziale rischio significativo di alluvione? È un’area individuata nella valutazione preliminare del rischio di alluvioni perché combina una probabilità di alluvione con conseguenze negative significative. Questa individuazione orienta le mappe del rischio e i piani di gestione del rischio di alluvioni previsti dalla Direttiva 2007/60/CE.

Lo stesso anno può portare alluvioni e siccità? Sì. Nel 2025/26 il continente ha avuto alluvioni a gennaio e febbraio e, al 31 agosto, il 70,5% del territorio in siccità meteorologica, per lo più debole.

Fonti

  • IPMA, Boletim Climatológico Portugal Continental, Agosto 2026 (precipitazione dell’anno idrologico, indice di siccità PDSI, acqua nel suolo).
  • IPMA, Observatório da Seca, evoluzione dell’indice PDSI (nessuna siccità meteorologica tra dicembre 2025 e maggio 2026).
  • APA/SNIRH, Boletim semanal de albufeiras, disponibilità idriche al 28 settembre 2026.
  • APA, Balanço sobre a gestão de cheias em 2026 (tempeste, previsioni idrologiche, serbatoi dello Zêzere e dell’Aguieira, aree a potenziale rischio significativo di alluvione).
  • ERSAR, Relatório Anual dos Serviços de Águas e Resíduos em Portugal (RASARP 2025), dati 2024, presentazione alla Commissione Ambiente ed Energia del Parlamento portoghese, 20 maggio 2026.

Immagine di copertina generata con IA; non rappresenta un luogo reale.

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